Nuovi casi di Uova alla Diossina a Parona
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È di ieri, 29 dicembre 2011, una ordinanza emessa dal Comune di Parona in cui si ordina “a tutti i cittadini il divieto di consumare in proprio e di cedere ad ogni titolo carni e uova derivanti da allevamenti avicoli rurali a conduzione famigliare (galline e pollame vario e relative uova) situati nel territorio del Comune di Parona, al fine scongiurare il pericolo di assumere alimenti con concentrazioni di diossine e Pcb superiori a quanto previsto dalla vigente normativa”.
Il nuovo provvedimento, molto più tassativo rispetto a quello dello scorso maggio che disponeva di “evitare di consumare carni e uova derivanti da allevamenti avicoli rurali a conduzione famigliare”, è motivato dai risultati emersi dai campionamenti di uova effettuati dal Comune nella seconda metà di novembre su due allevamenti rurali di Parona.
Queste indagini hanno infatti accertato che “nei campioni di uova analizzati, provenienti dagli allevamenti sopra indicati sono risultate concentrazioni di diossine e Pcb superiori al limite imposto dalla vigente normativa”.
I due prelievi erano stati proposti all’Amministrazione Comunale dal nostro Comitato al fine di accertare, mediante l’uso di bioindicatori (le famose uova), se il caso di inquinamento da diossine rilevato dall’ASL in un allevamento domestico di Parona fosse un episodio isolato, dovuto a una scorretta conduzione dell’allevamento, o se invece si trattasse del segnale di un fenomeno diverso e più generalizzato.
L’iniziativa è stata recepita e messa in atto dal Comune e ha riguardato due allevamenti rurali diversi da quello già campionato dall’ASL, significativi per ubicazione (uno in prossimità, l’altro a distanza dalla zona industriale) e caratteristiche (assenza di evidenti tracce di microinquinamento, pollame alimentato con mangimi locali e allevato a terra in aree cintate).
Nei prossimi giorni ci attiveremo per conoscere maggiori dettagli. In ogni caso, l’ordinanza indica già da ora una situazione grave e preoccupante: è chiaro che a questo punto occorre attivarsi immediatamente a tutela della salute dei cittadini, indagando le cause e la reale entità del fenomeno e adottando tutti i provvedimenti del caso (incluse eventuali limitazioni per il consumo di frutta e ortaggi prodotti localmente).
Siamo altrettanto convinti che questa vicenda provi una volta di più come a Parona serva una precisa strategia per il controllo dell’inquinamento, uno strumento che permetta di misurare in modo sistematico e costante lo stato di salute del nostro territorio e di reagire in tempo reale alle situazioni di pericolo: un piano di monitoraggio ambientale, come da noi più volte proposto e di cui sosteniamo ora più che mai l’assoluta necessità.
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