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Centrali elettriche: un fenomeno da subire o da governare?
Centrali elettriche: un fenomeno da subire o da governare?
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Dopo il dibattito che si è svolto durante l'ultimo Consiglio comunale del 13 Marzo e le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'Amministrazione e dalle varie forze politiche, anche a Parona si è tornati a discutere di centrali elettriche e dei rischi che ne possono derivare per la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente.
Come testimoniano le vicende legate alla costruzione delle nuove centrali termoelettriche di Confienza, Olevano, Mortara e Vigevano, il tema suscita ormai preoccupazione e interrogativi nell'intera Lomellina.
È giusto che gli insediamenti vengano autorizzati non tenendo conto del loro effetto complessivo sul territorio? Come è possibile che il fenomeno venga correttamente gestito in assenza di una precisa strategia energetica e ambientale? Il fatto che una tecnologia utilizzi fonti non tradizionali o rinnovabili è sufficiente a qualificare questa soluzione come un'alternativa realmente "ecocompatibile"?
Di seguito potete leggere il comunicato diffuso dal "Comitato dei Cittadini di Parona per la Salute e l'Ambiente", nel quale esprimiamo la nostra opinione sull'argomento.
Scarica il comunicato in formato PDF
Parona, 26 Marzo 2010
Comunicato Stampa
Centrali elettriche: un fenomeno da subire o da governare?
Negli ultimi anni il territorio pavese è stato oggetto di un numero molto consistente di progetti per l’insediamento di centrali elettriche a fonti alternative o rinnovabili, facenti uso delle tecnologie più disparate (fotovoltaico, bio-gas, combustione di rifiuti, biomassa legnosa e oli vegetali). In concreto, la realizzazione di queste soluzioni ha portato alla luce una serie di problematiche che rischiano di produrre (o che hanno già prodotto) risultati ben poco coerenti con la natura “ecologica” ed “ecocompatibile” dei sistemi proposti.
Si pensi ad esempio alla situazione creatasi in Lomellina con la concessione delle autorizzazioni per le centrali di Mortara (alimentata a cippato di legno e CDR), Olevano (cippato di legno e oli vegetali) e Vigevano (olio di palma), dove gli effetti derivanti dalla somma delle emissioni di quattro impianti a combustione concentrati in una superficie così ridotta sembrano essere stati scarsamente o per nulla considerati.
L’Amministrazione provinciale, cui spettano la valutazione e l’approvazione delle installazioni (purché, nel caso di centrali termoelettriche, di potenza complessiva non superiore a 50 MW), ha sin qui adottato un criterio basato più che altro sul rispetto dei limiti di legge previsti per le emissioni del singolo impianto. Tale approccio viene ormai ritenuto insufficiente da più parti, incluso lo stesso Assessorato all’Ambiente della Provincia. Anche il “Comitato dei Cittadini di Parona per la Salute e l’Ambiente” ritiene che il problema potrà trovare soluzione solo con l’adozione di precise Linee guida (allo studio presso l’Università di Pavia da ormai due anni) e di un eventuale Piano energetico provinciale: una corretta valutazione delle ripercussioni sul territorio e sulla salute dei suoi abitanti necessita infatti di strumenti di indirizzo generale che regolamentino gli insediamenti tenendo conto della loro effettiva necessità rispetto al fabbisogno energetico locale, della loro concentrazione, del contesto territoriale e del tipo di tecnologia adottata.
In un recente passato Parona ha già corso (e scongiurato) il rischio concreto di vedere ulteriormente aggravata la propria difficile situazione ambientale a causa dell’insediamento di una centrale termoelettrica a turbogas.
Oggi l’Amministrazione comunale, pur respingendo la proposta la proposta di revoca della delibera di Consiglio n. 7 del 16 gennaio 2003 (Approvazione atto di indirizzo generale e dichiarazione di intenti per la realizzazione di impianto di produzione di energia elettrica in territorio comunale) avanzata dai gruppi della minoranza consiliare, si è però dichiarata contraria a tali insediamenti nel territorio comunale e ha manifestato l’intenzione di formalizzare questa volontà inserendola nello Statuto del Comune.
Il Comitato si attende che l’Amministrazione agisca di conseguenza e si adoperi per giungere al più presto alla modifica dello Statuto (magari anticipando pubblicamente il contenuto della sua proposta, in modo da consentire alla cittadinanza di valutarla per tempo e manifestare eventuali suggerimenti od obiezioni).
Occorre però aver presente che la modifica dello Statuto, per quanto importante, non costituisce un’assoluta garanzia contro eventuali decisioni assunte a livello provinciale. Nel caso di una ipotetica richiesta di insediamento, molto (se non tutto) dipenderà da quanto l’Amministrazione si mostrerà convinta e determinata nel contrastare il progetto e dalla sua capacità di contrapporre argomenti tecnici e giuridici tali da orientare a proprio favore la valutazione della Provincia.
Come premesso, solo l’adozione di adeguati strumenti di pianificazione da parte della Provincia permetterebbe di raggiungere un elevato grado di tutela. In questo senso pensiamo che anche il Comune di Parona possa dare un concreto contributo, facendosi portavoce di queste istanze presso la Provincia e sollecitando l’Assessorato provinciale all’Ambiente affinché acceleri la procedura di adozione delle Linee guida.
Invitiamo infine l’Amministrazione comunale a esprimere la propria posizione in merito alla centrale a olio di palma di Vigevano (la cui costruzione è prevista in zona Cascina Cavalli). Le conclusioni negative cui è da poco giunta la Consulta per l’Ambiente del Comune di Vigevano ci inducono infatti a temere che la centrale, pur essendo situata al di fuori del territorio paronese, possa comunque avere negative ripercussioni anche su Parona a causa della sua prossimità e della natura tecnica dell’impianto.
Il Comitato dei Cittadini di Parona per la Salute e l’Ambiente
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