Le Diossine - Introduzione
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| Le Diossine - Introduzione |
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Con il termine generico di diossine si fa comunemente riferimento all'intera classe delle diossine e diossino simili (inclusi diossani, furani e PCB coplanari).
Questa denominazione, anche se impropria sotto il profilo rigorosamente chimico, si giustifica in virtù delle forti analogie tra i meccanismi di azione tossicologica dei diversi composti, in grado di permanere per lungo tempo nell'ambiente e di accertata ed elevata tossicità per l'uomo e gli animali .
Le diossine vengono immesse nell’ambiente da numerose sorgenti, presentano una certa mobilità nei confronti delle diverse matrici ambientali, hanno una struttura chimica stabile ed una considerevole vita media.
Le diossine possono determinare un inquinamento cronico, pressoché ubiquitario e possono dar luogo ad eventi che, con una nuova accezione del termine, potremmo definire “emergenze ambientali”.
Infatti, si possono verificare situazioni in cui vi siano particolari catene alimentari che, attraverso fenomeni di bioaccumulo e pratiche/abitudini antropiche, portino le concentrazioni a livelli pericolosi per l’ambiente e/o l’uomo anche a fronte di una presenza di inquinanti bassa, o addirittura bassissima, che non comporterebbe rischi immediati e chiaramente identificabili.
La gestione di queste situazioni richiede studi ambientali, anche complessi, che consentano di individuare particolari pratiche/abitudini antropiche e eventuali catene alimentari critiche per l’uomo, o gli animali, ed infine l’adozione di strumenti conoscitivi quali l’analisi di rischio per valutare la necessità e la tipologia delle possibili azioni mitigative o contenitive.
Per le loro caratteristiche e l'accentuata pericolosità, le diossine vengono annoverate tra i cosiddetti POP (Persistent Organic Pollutants), ossia i Contaminanti Organici Persistenti.
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